Capitolo 1
Darius Shaw vide i titoli dei giornali e decise di voler diventare più che mai un poliziotto.
Qualcuno stava uccidendo le loro donne, beh, due fino a quel momento. Il notiziario non aveva ancora divulgato come fosse morta, ma Darius aveva già tratto le sue conclusioni. Forse era stata strangolata, come Angela Booth, assassinata qualche mese prima, il cui corpo era stato ritrovato in un cespuglio vicino al lago Charming, a est di Shadow Bay. A ovest, il lago Perch ora svelava il secondo cadavere in sei mesi. E, per quanto potesse sembrare un cliché, era stato un jogger a trovarlo.
Darius parcheggiò al solito posto, accanto al furgone del custode, sul lato dell’edificio delloShadow Bay Recreation Center. Cercò il suo cellulare Sonim nel taschino del giubbotto, ma gli cadde sulla console, dove urtò la tazza di caffè, rovesciandone un po’.
«Merda.» Prese un tovagliolo delFinn’s Diner dal vano portaoggetti della Prius e pulì, poi si chinò per prendere il Sonim dal lato passeggero.
Digitò il codice del centro ricreativo, premette il pulsante per iniziare il giro e il telefono si spense.
«Ma che cavolo?»
Il telefono si era riavviato da solo per gran parte della notte, costringendolo ad aspettare fino a cinque minuti per poter accedere di nuovo a TrackTik, il sistema di cui aveva bisogno per svolgere il suo lavoro di guardia di sicurezza.
A volte il lavoro era uno schifo. Ma quale lavoro non lo era? E lui ne aveva bisogno se un giorno voleva diventare un agente di polizia.
Il display sul telefono si illuminò. Controllò l’orologio sul cruscotto. Era ancora in orario. A Shadow Bay vi erano due unità mobili che lavoravano tutta la notte e un’unità nobile durante il giorno. Darius era l’unità otto o, come la chiamava la centrale, M8, che suonava come ‘mate’, il soprannome del suo turno. M8 era anche il lavoro che gli avrebbe permesso di diventare supervisore, cosa che Darius voleva aggiungere al proprio curriculum, ma, poiché la Safeguard Surveillance Security aveva solo quattro dipendenti locali, non era sicuro che potesse fare carriera. Era un ufficio satellite della sede centrale che si trovava a New York, così come il suo capo. Diventare supervisore avrebbe significato trasferirsi, e Darius non voleva lasciare Shadow Bay, perché un giorno voleva diventare capo della polizia.
Si registrò per il giro del centro ricreativo e vide il pulsante “Forty Tokens”. All’esterno dell’edificio, c’erano dei piccoli token circolari su tutte le porte che portavano allo Shadow Bay Recreation Center. Doveva toccare ognuno di essi con il Sonim per dimostrare di essere lì, inviando così un rapporto al cliente, in questo caso la città di Shadow Bay.
Dopo essere sceso dal veicolo, chiuse le portiere e si diresse all’interno. Tim Skylar, il capo custode, era nella sala mensa e stava dando istruzioni al suo unico collaboratore sui compiti da svolgere durante la notte.
«Ehi, ragazzi,» disse Darius passando davanti alla porta aperta.
Un paio di ‘ehi’ uscì dalla stanza mentre Darius si dirigeva verso gli spogliatoi vicino alla piscina. Erano passati sei mesi da quando la SS Security aveva firmato il contratto con il centro ricreativo. Era bastato che un paio di persone fosse andate in overdose negli spogliatoi e il comune aveva chiamato le guardie locali per la sicurezza – oagenti di sicurezza, come li chiamava la sede centrale – per sgomberare l’edificio alla chiusura, in modo che il personal