: Christine Anne Foley
: Bodies
: Edizioni di Atlantide
: 9791256420629
: 1
: CHF 10.80
:
: Erzählende Literatur
: Italian
: 224
: Wasserzeichen
: PC/MAC/eReader/Tablet
: ePUB
'Rimanevo sdraiata li?, nel buio, nella luce, giorno, notte, e mi toccavo e tu mi apparivi davanti. Tu. O lui. Chiunque. E immaginavo il mio corpo, nudo, piegato in avanti o supino. E mi toccavo, prima con lentezza, dolcemente, poi sempre piu? veloce e selvaggia, raggiungevo l'orgasmo con l'immagine di una mano sulla mia gola o di dita che mi prendevano per i capelli e allora, alla fine, mi sentivo potente' Ragazzi e uomini amati e odiati, sconosciuti di una notte, amici che poi diventano amanti, tutti loro, alla fine, soltanto corpi in cui Charlotte cerca se stessa, disperatamente, mentre da ragazza diventa donna e la galleria dei suoi partner cresce insieme agli abbandoni. Eppure c'e? qualcosa che Charlotte, vittima e carnefice al tempo stesso, e inaffidabile ed enigmatica narratrice, nasconde oltre i corpi e i volti maschili: qualcosa che l'accompagna da quando e? adolescente e da cui ormai e? troppo tardi per cercare di liberarsi. Raramente in questi anni il desiderio e? stato raccontato con tanta intensita? come in questo romanzo sensuale e inquietante, che esplora le profondita? oscure del sesso e la dipendenza piu? dolce dall'amore. 'Il mio desiderio per te era un demone che mi viveva dentro'. Johnny e? stato il primo. Avevo diciassette anni e trovavo il coraggio di riuscire a parlargli soltanto dopo aver bevuto tre vodka. E lui trovava il coraggio di baciarmi solo quando intorno non c'era nessuno. Dave era diverso. Non andavamo in giro insieme ne? vedevamo amici comuni. Eravamo ciascuno per l'altra l'intero mondo. Dave era tutto cio? di cui avevo bisogno. La nostra era una relazione tossica prima che questa cosa diventasse di moda. Kyle era il mio migliore amico. E questo era il problema. O almeno questo era il problema secondo lui. Perche? gli amici possono frequentarsi, ma non stare insieme come amanti. Adam doveva essere solo un divertimento innocuo. L'avevo incontrato in un hotel. Indossava una tuta dell'Adidas. Casual, ma a suo modo elegante. Adam era tutto tranne che innocuo. E poi ho conosciuto te. E le cose sono precipitate di male in peggio.

Christine Anne Foley, irlandese, ha studiato al Trinity College di Dublino e ha conseguito un master in letteratura a Oxford. Bodies, finalista del prestigioso Kate O'Brien Award, e? il suo primo romanzo.

JOHNNY


Era il periodo in cui i Killers facevano costantemente da colonna sonora e i miei capelli sapevano di lacca Elnett. Indossavo quei vestiti stretti con la parte centrale increspata, ombretto color borgogna che non avevo idea di come mettere e tacchi che mi facevano camminare in modo strano, come se avessi avuto la poliomielite o chissà cosa. E mi facevo schifo solo a pensarlo ma mentre camminavo dalla macchina al pub con le ragazze, succedeva sempre. Quelle scarpe mi avrebbero torturato i piedi fino alla terza vodka e poi non le avrei sentite più; a quel punto sarei diventata coraggiosa e gli avrei rivolto la parola.

La prima volta che ci baciammo fu per sbaglio, credo. Per sbaglio da parte sua, intendo. Era ubriaco fradicio, ma per me non faceva alcuna differenza, non mi interessava. Allora non capivo ancora le leggi dell’ebbrezza. Avevo diciassette anni, ero una novizia.

La sala era piccola e calda ed entro mezzanotte tutti quanti si erano accalcati vicino al dj nell’angolo; i pub di campagna, Gesù, se erano claustrofobici, o sbaglio? Io me ne stavo ai margini, a guardare tutta la gente figa, tutte le ragazze che avevano fatto sesso e avevano avuto un ragazzo e sapevano cosa significasse arrivare in seconda base. E dj Kelly aveva quella macchina del fumo, quella che annebbiava tutto e aveva un buon odore – mi ricordava quando facevamo i saggi di danza a scuola – e io me ne stavo lì, in piedi, il bicchiere di vodka alle labbra, a girarmi i capelli duri e appiccicosi di Elnett attorno alle dita, fingendo di non sentirmi sola.

Riuscivo a vedere Lorraine che ballava con Tom, i suoi riccioli che rimbalzavano. Si era fatta i capelli con il suo GHD Styler e mi domandavo se avessi potuto fare lo stesso. Magari avrei provato il prossimo weekend, anche se non avevo un GHD ma un Remington, quindi forse non sarebbero venuti uguali. Avevo la mente invasa da tutti questi pensieri che la vodka faceva circolare nel mio cervello a tutta velocità e mi immaginavo al suo posto, tutta boccoli, a ballare, e allora magari Tom avrebbe ballato con me. Ma no, ovviamente non lo avrebbe fatto e comunque, se così fosse stato, Lorraine se la sarebbe presa, quindi forse era meglio così. Magari mi sarei tenuta i capelli lisci e sarei rimasta ai margini.

A quel punto lo vidi. Chiaramente. Stava parlando con suo fratello Lar, che cingeva le spalle a una ragazza con un tatuaggio sulla parte superiore del braccio e un pacchetto di sigarette in mano. Lei aveva un seno abbondante, capelli biondi e una disinvoltura che non riuscivo nemmeno a immaginare. E sembrava che a Lar piacesse: continuava a sussurrarle cose all’orecchio, e mi chiesi se qualcuno avrebbe mai sussurrato così nel mio. Quel che era certo è che non mi sarei mai fatta un tatuaggio e che non avevo mai provato una sigaretta.

I ragazzi più grandi stavano seduti al bancone e chiacchieravano bevendo liquori scuri e pinte, e io mi chiedevo quando sarebbe arrivato per me il momento della transizione, quando avrei finalmente lasciato l’angolo con il pavimento appiccicoso di alcopop e mi sarei invece seduta a fare qualsiasi cosa stessero facendo, conversazioni profonde?

Johnny era così alto e bello mentre avanzava nella mia direzione attraverso la stanza annebbiata con le braccia aperte e il suo sorriso smagliante, e io avrei dovuto, non so, guardarmi intorno, controllare se dietro di me non ci fosse una più figa, più bella, ma per qualche motivo sapevo che quella sera era da me che stava venendo.

Le sue mani si posarono sulla mia vita e mi trascinò nel mare di adolescenti, tutti ubriachi di una quantità minima di alcolici, tutti abbigliati in modo ridicolo, eccessivamente agghindati per questa cittadina di provincia. Corpi si strusciavano contro i miei fianchi, la mia schiena, e i miei capelli si impigliavano continuamente in dita e braccia, ma Johnny continuava a dondola